BILLY #3.2020 – L’INVENZIONE DEL REALE

BILLY #3.2020 – L’INVENZIONE DEL REALE

Contenuto sensibile: contiene contenuti delicati che alcuni potrebbero trovare sensibili o disturbanti. 

Capita spesso di imbattermi in questo monito che campeggia nei feed dei social sempre più di frequente, accompagnato dall’icona di un occhio barrato in diagonale, su uno sfondo sinistro e sfocato. 

Queste avvertenze mi riportano indietro negli anni, quando guardavo con i miei la tv e giudicavo l’appropriatezza del contenuto in cui mi stavo per immergere dal colore del bollino. 

E mentre il bollino giallo – e quello rosso, ça va sans dire – erano semafori ipocriti che stigmatizzavano qualche abbozzata scena di sesso o qualche sparatoria più fumosa che fumante, quello che viene filtrato oggi è tutt’altro contenuto. Il paragone è volutamente inappropriato, l’epifania tocca un solo punto e poi cambia direzione. 

Dietro le avvertenze sulla tossicità dei contenuti oscurati, affrontate spesso da chi guarda con una punta di sadismo, più che scavallate per sete di informazione, si celano – e mica tanto – contenuti fotografici o audiovisivi inquietanti: immagini di torture, violenze, abusi, omicidi, tanto strazianti quanto trasversalmente accessibili. 

È questa la narrazione del reale? 

Come cambia, allora, il ruolo del cinema documentario?

Dal 2017 Meet the Docs! Film Fest costruisce edizioni, ponendo sul tavolo la discussione e la ridiscussione del reale. Tesse una trama che scuce per imbastirne una nuova, senza lasciarsi alle spalle col passare delle edizioni la ricchezza e la complessità delle storie portate sullo schermo e la storia personale di chi le ha raccontate; le interiorizza e le rende punti focali della discussione. 

Se è vero che il reale si ramifica e si muove su piani diversi, fa irruzione nel quotidiano, supera l’immaginazione e ci lascia i cocci, è anche vero però che diventa spunto, materia, cornice o metodo per rinnovare, alterare e trasformare la narrazione stessa. 

“L’invenzione del reale” non è che una nuova chiave cinematografica, rintracciata da Dario Zonta nei lavori di  alcuni registi, raccolti nel suo ultimo libro e che offre a prestito la parola chiave di questa quarta edizione di Meet the Docs! Film Fest. Un cinema altro, un’alternativa dirompente che non si identifica nel genere della fiction, tantomeno nella docufiction. 

Questo cinema diverso intende indagare il Festival, ma anche BILLY, che propone in queste pagine un numero speciale e interamente dedicato a Meet the Docs!: lo sguardo dei redattori si alterna agli approfondimenti di quelle attività che corredano il festival, e lo rendono coraggioso com’è. 

Perché Meet the Docs! Film Fest, che ha preso forma e prenderà vita dal 15 al 18 ottobre, lo fa in un momento storico in cui sarebbe stato più semplice rimandare la quarta edizione a una data più felice.

Ma, non senza indugi, ha poi deciso di affrontare la realtà attuale, per poi chissà trascenderla e trasformarla nella sua personale invenzione.


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