Archive 81 – Universi paralleli
Regia 2
Soggetto e sceneggiatura 2
Fotografia 3
Cast 3
Colonna sonora 2

Restaurare il passato Un giovane uomo, Dan, è alle prese con una bobina da restaurare. Lavora al Museum of the Moving Image, un museo multimediale di New York. È stata Evie Crest a mandare quella “pizza” perché interessata a riportare in vita un film girato dal padre, William Crest. The Circle è il titolo della ..

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Archive 81 – Universi paralleli

Restaurare il passato

Un giovane uomo, Dan, è alle prese con una bobina da restaurare. Lavora al Museum of the Moving Image, un museo multimediale di New York. È stata Evie Crest a mandare quella “pizza” perché interessata a riportare in vita un film girato dal padre, William Crest. The Circle è il titolo della pellicola, una sorta di horror del 1958 ispirato al rito compiuto da una setta.
Dan vuole «soltanto restituire a Evie una piccola parte del padre», come dice, ma da quel momento quella piccola parte di William Crest andrà a intaccare la sua vita in maniera permanente. Subito dopo Karen, la Direttrice del museo, affida un compito al giovane: restaurare una videocassetta bruciata molto importante entro la mattina successiva, senza farne alcuna copia. Dan scopre subito che appartiene a Melody Pendras, un’antropologa morta durante l’incendio del “Visser”, un palazzo a New York. Quello che vedrà Dan in quei filmati sarà terrificante per la sua psiche e per il suo passato e a partire da quel momento la vita di Dan cambierà e non in meglio. 

Archive 81 è una serie che, come molta videografia Netflix, presenta una parabola napoleonica: parte a razzo e finisce a cazzo. La serie, diretta quasi totalmente da Rebecca Thomas (regista dell’episodio La sorella perduta in Stranger Things), nella prima puntata ha tutti gli ingredienti per essere un horror, portando uno dei temi classici del genere (la religione, i culti e i riti) e aprendosi al fantascientifico con gli universi paralleli (come indica il sottotitolo).

Archive 81 però è una serie che indaga sul passato e sul futuro, stando nel presente. Dan è, inizialmente, nel passato e nel presente, e successivamente nel futuro, grazie al restauro delle videocassette della telecamera di Melody Pendras. 

Archive 81, con la costruzione horror dell’arco narrativo, ha il pregio (?) di sembrare una seduta psicanalitica in cui Dan riscopre sé stesso e la sua famiglia; le verità vengono a galla perché gli eventi che succedono in quel palazzo, in qualche modo hanno a che fare anche con la vita del protagonista. Il tuffo nel passato, nella vita di una persona sconosciuta può rivelare particolari importanti sulla propria di vita, tanto che Dan arriva a scoprire che il padre, psichiatra non a caso, ha a che fare con la vita di Melody Pendras. Scavare nel passato sappiamo che significa scoprire il presente, ma scavare troppo, e troppo a lungo, nel passato significa rimanere ingabbiato in quel passato. 

Cosa significa, per Dan, pensare al futuro? Il futuro del protagonista può essere nel passato? È l’ultima domanda che chiude la prima stagione di Archive 81 con un cliffhanger che ci catapulta in maniera scontata nella seconda stagione.

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