Crudelia e il nuovo villain Disney
Regia 3
Soggetto e sceneggiatura 2
Fotografia 4
Cast 4
Colonna sonora 3

Estella/Cruella (Emma Stone) dopo aver visto morire la propria madre e ed essersene presa la colpa, va a vivere a Londra dove per sopravvivere si unisce a Horace (Paul Walter Hauser) e Jasper (Joel Fry), altri due bambini orfani, vivendo di furti. Dopo dieci anni Estella riesce a farsi assumere dalla Baronessa von Hellman (Emma ..

Summary 2.8 normale

Crudelia e il nuovo villain Disney

Estella/Cruella (Emma Stone) dopo aver visto morire la propria madre e ed essersene presa la colpa, va a vivere a Londra dove per sopravvivere si unisce a Horace (Paul Walter Hauser) e Jasper (Joel Fry), altri due bambini orfani, vivendo di furti. Dopo dieci anni Estella riesce a farsi assumere dalla Baronessa von Hellman (Emma Thompson) ottenendo la possibilità di realizzare il suo sogno, quello di diventare una grande stilista, lavoro per cui ha una predisposizione naturale. Ben presto però l’ammirazione per la sua datrice di lavoro si trasformerà in rabbia e voglia di vendetta dopo aver appreso una rivelazione…

Dopo Maleficent, Disney decide di dedicare un altro film all’origine di uno dei suoi villain (la Crudelia De Mon, qui de Vil, apparsa per la prima volta nel cartone animato del 1961 La carica dei 101) e lo fa affidando la regia a Craig Gillespie (di cui ricordiamo l’ottimo Tonya) che ci presenta una giovane ragazza che vive con un trauma da elaborare (la morte della propria madre) e impegnata in due lotte: una con se stessa – in lei infatti vi è l’anima dolce e gentile di Estella e quella più ribelle, estrosa, perfida ribattezzata Cruella (una dicotomia rappresentata dai capelli per metà bianchi e per metà neri fin dalla nascita), che si danno battaglia per emergere; l’altra con la Baronessa von Hellman, uno scontro tutto al femminile fino “all’ultimo capo d’abbigliamento” dove Cruella si presenta con rapide sortite alle sfilate della Baronessa, sfoggiando vestiti di ogni sorta nel tentativo di spodestarla dal ruolo incontrastato di regina della moda.

L’opera, che vanta un’ottima interpretazione degli attori e bellissime scenografie e costumi, si inserisce a pieno titolo in quello che ormai da diversi anni è il progetto Disney che non tenta più, come fatto in passato, di prolungare i diritti d’autore sulle sue vecchie opere, ma decide di rinnovarle creandone (o rifacendole) altre per risolvere una serie di problemi legati a nuove soglie di tolleranza che il mondo ha sviluppato in questi ultimi dieci anni in modo da ripulire le storie da personaggi e contenuti oggi inaccettabili. Ecco che allora nei nuovi film Aladdin è interpretato da attori delle etnie corrispondenti ai personaggi, Alice ha uno spirito femminista combattivo, Biancaneve non è più supina in attesa di un principe e Mowgli non fa ritorno dagli umani, sua specie di appartenenza, ma è accettato nella giungla in segno di integrazione razziale.

Da questo si evince che Disney, da sempre percepita come il massimo del conservatorismo (Walt in persona lo era decisamente), non lo è più come un tempo e si schiera in maniera netta, per quanto non eccessivamente esplicita, dalla parte della tolleranza, della convivenza e dell’ampliamento dell’idea di famiglia.

Oggi, allora, dimentichiamoci della Cruella che non si fa scrupolo a rapire e a tentare di uccidere quindici cuccioli di dalmata per farsi una pelliccia: il personaggio di Emma Stone è anzi animalista (la pelliccia di dalmata che indossa è in sintetico e per tutto il tempo è accompagnata dal fedele cane Buddy) e anche ambientalista (alcuni dei vestiti vengono realizzati con giornali e rifiuti riciclati). Sempre in nome dei tempi, il film presenta uno scontro tra due donne (con i maschi ridotti al ruolo di gregari) che rappresenta uno scontro generazionale nella Londra degli anni ’70 tra chi ha il potere e vuole mantenerlo a ogni costo (la Baronessa) e chi lo vuole prendere e rappresenta “Il futuro” (come Cruella si fa scrivere sul viso), accompagnando le sue sortite con le musiche degli Stooges, dei Clash e di altri gruppi dell’epoca che si rifanno al suo carattere ribelle.

Più che il futuro, pensando a MaleficentCrudeliaè la conferma del nuovo tipo di villain proposto dal mondo Disney, un cattivo che è tale non tanto per natura, quanto per via degli eventi che rovinano il suo buon animo. Un prodotto pensato per le cosiddette generazioni Alpha e Z e che chi vi scrive, avendo purtroppo qualche anno in più, accetta, ma gli si conceda anche di dire, avendo avuto altri modelli di “cattivo” (rappresentati dalla Baronessa) che forse il miglior commento possibile a Cruella è stato dato da Jessica Rabbit che qui ci permettiamo di parafrasare: «Cruella non è cattiva, è che la disegnano così».

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