“KHARTOUM” di Anas Saeed, Rawia Alhag, Brahim Snoopy, Timeea M. Ahmed e Phil Cox
Un ritratto creativo, informativo e commovente del Sudan dilaniato dalla guerra, raccontato attraverso le esperienze di cinque cittadini nella capitale Khartoum.
Il film è una costellazione di esperienze vissute, frammenti di memoria assemblati con urgenza e cura, riconoscimenti della perdita e vicinanza emotiva alla propria città.
Le sequenze col green screen sono le più fantasiose e terrificanti, a seconda che si tratti di un volo di fantasia o di un’esperienza di guerra reale, trasformano l’atto del ricordare in qualcosa di fragile ed esposto. Un ossimoro di sentimenti perpetuo.
Documentario ibrido o meta-documentario dalla forma terapeutica, come se la rievocazione delle scene fungesse da analisi del trascorso e da passaggio attraverso il dolore.
È impressionante il ruolo del cinema nel convalidare l’esperienza umana vissuta, rendendola vicina a tutti. Mi sono ritrovata a pensare a tutte le persone Sudanesi che ho incontrato, delle quali non ho conosciuto la storia e le battaglie interiori.
Un atto collettivo di testimonianza plasmato dallo sradicamento, dal dolore, dalla memoria e dalla resistenza.
L’urgenza di preservare la testimonianza della reminiscenza.

