MOSCAS di Fernando Eimbcke

MOSCAS di Fernando Eimbcke

Come finirà questo film lo capisci dal primo minuto, forse già dal titolo, lo sai perché è una storia che abbiamo visto mille volte, quella in cui c’è un adulto chiuso nel proprio dolore e un bambino che lo libera. Quindi sì, lo sai, subito, anche prima, ma non te ne frega niente. Perché Moscas ..

SOUMSOUM, LA NUIT DES ASTRES di Mahamat-Saleh Haroun

SOUMSOUM, LA NUIT DES ASTRES di Mahamat-Saleh Haroun

È un’ammissione né facile né elegante, quella che stiamo per fare, però sentiamo che è il punto esatto da cui dobbiamo partire per parlare di questo film, che è un film che, fondamentalmente, ti chiede di fare i conti con il modo in cui lo guardi, e c’è stato un momento in cui abbiamo capito ..

A RUSSIAN WINTER di Patric Chiha

A RUSSIAN WINTER di Patric Chiha

Se è vero che il cinema del reale è una specie di test di salute importante per un festival, e lo è davvero, questa Berlinale fa di tutto per (di)mostrarsi generosa nei confronti del documentario, soprattutto se pensiamo a quel cinema degli spazi negati in cui gli spazi in questione sono soprattutto un’urgenza materiale, se non ..

MEINE FRAU WEINT di Angela Schanelec

MEINE FRAU WEINT di Angela Schanelec

Ora faremo una cosa che non facciamo mai. Partiamo dalla trama, dall’inizio. Concedetecelo, perché poi il film non si sposta granché. Quindi c’è Thomas che è un operatore di gru. Poi c’è sua moglie Carla che piange su una panchina fuori dall’ospedale perché c’è stato un incidente e il partner di ballo di Carla — ..

Where to? di Assaf Machnes

Where to? di Assaf Machnes

C’è una scena, in Where To?, che ne sintetizza il problema con quasi perfetta involontaria precisione: Hassan, cinquantacinque anni, palestinese, guida un’auto di notte per Berlino,mentre Amir, israeliano, venticinque anni, è sul sedile posteriore. Si guardano attraverso lo specchietto retrovisore. È un’immagine che qualcuno definirebbe bella, costruita bene, ed è vero, di sicuro, ma è l’immagine ..

NINA ROZA di Geneviève Dulude-De Celles

NINA ROZA di Geneviève Dulude-De Celles

«Familles, je vous hais» diceva André Gide, ne Les Nourritures terrestres del 1897. Famiglie, vi odio. Non perché siate cattive, ma perché siete chiuse, perché opprimete, perché spegnete, perché la vostra forma d’amore è — spesso, troppo spesso — indistinguibile dalla vostra forma di controllo. Se la famiglia è il prisma attraverso cui il festival legge ..

WE ARE ALL STRANGERS di Anthony Chen

WE ARE ALL STRANGERS di Anthony Chen

Ieri avevamo scritto che la famiglia è il “prisma” attraverso cui questo festival legge le dinamiche politiche e sociali del mondo, e non ci eravamo sbagliatx, almeno a giudicare dal primo film in concorso che riusciamo a vedere. Un prisma, dicevamo, non una metafora: uno strumento ottico che decompone la luce in frequenze visibili. Bene, ..

LO SPECCHIO DI BERLINO

LO SPECCHIO DI BERLINO

La Berlinale 76, ovvero il festival che è da sempre il più politico del mondo e che oggi fa finta di non esserlo Cominciamo dall’inizio, che è il posto migliore da cui iniziare, dicono. Quindi cominciamo dal paradosso, ché è così che è iniziata questa Berlinale. O dai paradossi, dalle contraddizioni, al plurale, se preferite.  ..

BILLY WANTS YOU

BILLY WANTS YOU

La call per futurǝ Billiers – fino al 28 febbraio! Noi di BILLY – rivista di cinema e altre perversioni crediamo che il cinema e l’audiovisivo siano strumenti potenti per leggere il presente, capire la società e aprire nuove prospettive. Così abbiamo deciso di cercare appassionat3 di audio-visivo, ma anche di arte, cultura e storytelling.  Persone curiose e ..