L’Eternauta
Il 30 aprile 2025 su Netflix è uscita la serie L’Eternauta (El Eternauta), tratta dall’omonimo fumetto di fantascienza scritto da Héctor Oesterheld e disegnato da Francisco Solano Lopez e pubblicato in Argentina tra il 1957 e il 1959 divenendo un successo mondiale.
Il progetto è creato e diretto da Bruno Stagnaro con la co-sceneggiatura di Ariel Staltari, e racconta di una tormenta di neve tossica che si abbatte su Buenos Aires, uccidendo tutte le persone che vi entrano in contatto, seguita da un’invasione aliena con l’arrivo di insetti giganti che piovono dal cielo occupando parte della città. L’attenzione verte in particolare su un gruppo di sopravvissuti guidati da Juan Salvo (Ricardo Darín), veterano della guerra delle Malvine, e dal suo amico ingegnere Alfredo Favalli (César Troncoso), che cerca di resistere all’invasione.
Questa prima stagione de L’Eternauta si presenta un po’ “zoppa” con molti, forse troppi, elementi appena abbozzati e molte situazioni lasciate in sospeso in attesa della già annunciata seconda stagione, ma ha il privilegio di non annoiare e di cambiare registro mano a mano che si sviluppa: da “classica” serie post-apocalittica in cui una catastrofe si abbatte e i sopravvissuti si ritrovano a lottare tra di loro, alla comparsa di un nemico comune contro cui far convergere le forze con la costante di essere sempre in una posizione di resistenza agli eventi.
Se il fumetto di Oesterheld è considerato come premonitore alla dittatura di Videla, di cui cadde vittima lo stesso scrittore, desaparecido nel 1978, Stagnaro non tradisce questo spirito emotivo e politico, ma lo trasferisce ai giorni nostri, ambientando la storia nell’Argentina contemporanea, mettendo in scena un’allegoria di un paese alla deriva sotto il governo di Javier Milei, e scegliendo per protagonisti persone di mezza età e non trentenni come nel fumetto. Sia Oesterheld che Stagnaro dunque utilizzano la stessa componente fantascientifica per parlare ciascuno del loro presente con il Juan Salvo di Stagnaro che ora ha una famiglia e che però si ritrova a rivivere la stessa battaglia ad anni di distanza come accenna proprio nell’ultimo episodio, affermando di aver già vissuto altre volte quel momento.
Allargando l’orizzonte, la serie finisce però per non essere solo una rappresentazione della deriva dell’Argentina, ma anche un ritratto della situazione globale, con il mondo ormai teatro di, per usare le parole di papa Francesco (guarda caso argentino): «una terza guerra mondiale a pezzi», uno scenario sempre più apocalittico dovuto alla sete di potere e alla violenza intrinseca dell’essere umano. E al trauma collettivo dato dalla guerra/tormenta durante la quale “vale tutto” si può reagire o unendosi a chi quel trauma lo ha scatenato, come il gruppo di sopravvissuti ormai soggiogati dall’entità aliena, o resistendo con tutte le proprie forze.




