Stranger Things Mania
È passato circa un mese dall’uscita dell’ultimo epico episodio di una delle serie Netflix più amate di sempre, che i più fedeli seguono da 10 anni, stagione per stagione. Prima che sia troppo tardi facciamo quindi il punto su quello che è stato l’esito ottenuto dai fratelli Duffer per il finale del loro tesoro prezioso, e sul putiferio mediatico che si è scatenato intorno a quegli episodi usciti, secondo la moda di oggi, in volumi: il Volume 1 (episodi 1-4) il 27 novembre 2025, il Volume 2 (episodi 5-7) il 26 dicembre 2025 e il Volume 3/Finale (episodio 8) l’1 gennaio 2026 dalla durata di 2 lunghe ore di cui l’ultima è pensata per far versare più lacrime possibili ai veri appassionati.
Sempre più importante, se non determinante, per l’uscita di un film o di una serie tv al giorno d’oggi è fare una campagna marketing che si faccia rispettare. Lo stiamo vedendo in questi con Marty Supreme di Josh Safdie, ma anche la promozione realizzata per Stranger Things 5 da Netflix non è stata da poco e sfiora budget paragonabili a quelli della produzione.
Per più di un mese non ci è stato concesso aprire i reel di Instagram o TikTok senza imbatterci in una catena di edit, clip di interviste, spezzoni e infine meme dedicati al cast e alle scene della serie, spoiler compresi. Canzoni diventate virali, come Upside Down di Diana Ross, Should I Stay or Should I Go dei The Clash, Running Up That Hill di Kate Bush, NeverEnding Story di Limahl e Purple Rain di Prince… tutte riesumate dagli anni ’80, che in fondo sono l’anima della serie e ciò che ha conquistato più di tutto.
Tra i meme più divertenti trovo il coming out di Will che dura più della sconfitta di Vecna (sì… le persone si sono messe davvero a cronometrare!), il filler di Millie Bobby Brown, la corsa in laterale di Jonathan Byers, Max che cammina invece che scappare da Vecna, un abuso di scene create con l’intelligenza artificiale sulle ship (team #byler o #mileven?).
“In una sola settimana, Steve Harrington ha sconfitto Vecna e pure Taylor Swift”… un modo di dire simpatico con cui ci si riferisce al fatto che Joe Keery, in arte Djo, ha scalzato Taylor Swift dalla vetta delle classifiche globali all’inizio del 2026 con il successo di End of Beginning (2022) sicuramente incoraggiato dalla popolarità della serie.
Netflix ha inoltre utilizzato strategie di PR massive come collezioni realizzate con marchi come Primark e Conad, o collaborazioni geniali come Kinder Joy x Stranger Things x Funko Pop. Come fai a non conoscere Stranger Things se te lo ritrovi involontariamente davanti agli occhi?! Non manca niente, nemmeno eventi strategici come al Lucca Comics & Games 2025, al quale il cast di Stranger Things era presente il 31 ottobre – includendo Finn Wolfhard (Mike), Gaten Matarazzo (Dustin), Caleb McLaughlin (Lucas) e Noah Schnapp (Will), accompagnati dai creatori Matt e Ross Duffer – con uno store esclusivo dedicato alla serie.
Tra l’uscita di un volume e l’altro, il fandom ha poi iniziato una sorta di “fantamorto” sfrenato, in cui sembrava che il più quotato a lasciarci fosse proprio il bel Steve Harrington… e devo dire che i fratelli Duffer sono stati anche bravi a illuderci facendo cadere il suo Funko Pop al The Tonight Show di Jimmy Fallon e facendo precipitare il suo personaggio giù dalla torre di trasmissione nel Sottosopra con qualche secondo di schermo nero annesso in cui tutti hanno visto riflessi i propri volti disperati, per poi tirare un sospiro di sollievo.
Ma ciò che il fandom di Stranger Things è riuscito a fare va ben oltre e, secondo me, culmina con il Conformity Gate: una teoria popolare secondo la quale il finale rilasciato su Netflix non sarebbe stato quello reale, e si ipotizzava che gli eventi finali fossero un’illusione o una simulazione creata da Vecna, con un “vero” finale segreto atteso per il 7 gennaio 2026. In molti ci speravano, ma il 7 gennaio non è uscito un bel niente.
Ricordiamoci bene che in questi casi anche lo scandalo è marketing.
In prima istanza quello creatosi in seguito al documentario One Last Adventure: The Making of Stranger Things 5 (disponibile su Netflix dal 12 gennaio 2026), che offre uno sguardo inedito dietro le quinte della stagione finale. Diretto da Martina Radwan, il docu-film mostra il lavoro creativo dei Duffer Brothers. Alcune pagine sospette aperte nei pc apparsi in alcuni momenti del documentario lascerebbero intravedere l’uso di ChatGPT per aiutarsi nella creazione del controverso finale. Che dire? I buchi di trama lampanti, come l’assenza dei Demogorgoni nel finale, la sconfitta fast di Vecna che ridimensiona le avventure delle stagioni precedenti, personaggi secondari scomparsi nel nulla, come Murray (peccato!), Vickie e Suzie, la dottoressa Kay e l’esercito, potrebbero essere una svista dell’IA?
Inoltre, anche le questioni private tra gli attori della serie hanno contribuito a creare hype. Lo vediamo con la presunta denuncia presentata Millie Bobby Brown ad Harbour, che interpreta lo sceriffo Hopper, nonché padre adottivo del suo personaggio Undici, per bullismo e molestie. Le accuse, che (attenzione) non riguardavano la sfera sessuale, risalivano all’inizio delle riprese dell’ultima stagione. Tutto questo per poi vederli insieme sorridenti alle varie première.
Tutto, in un modo o nell’altro, ha contribuito a consegnarci un vero storytelling che non si fermerà. L’universo della serie creata dai fratelli Duffer si è già espanso ed in particolare è già stata confermata una serie animata in arrivo a breve.
Per quanto riguarda il consumo, chi più e chi meno è stato risucchiato dal vortice del binge watching, ovvero delle maratone, o meglio “abbuffate”, attorno a cui sono state organizzate le nostre vacanze di Natale. Ho cercato il numero di persone che la notte di Capodanno al posto di brindare con gli amici stavano guardando da casa i ragazzi di Hawkins scontrarsi con Vecna per l’ultima volta: stando ai dati rilasciati da Netflix stessa si stima oltre 30 milioni nel mondo.
E ora che si fa? Dopo il binge watching viene il post-binge watching blues, ovvero la depressione della fine serie, che Netflix sta cercando di arginare con i vari spin-off. Ma per quanto mi riguarda, è arrivato il momento, magari con questo articolo, di lasciare andare.




