(im)POSTura

(im)POSTura

Ovvero di come il Post ha spiegato male (di nuovo) il caso del documentario su Regeni e perché il problema è più grande di un punteggio Sono un abbonato del Post. Lo dico subito perché per me il Post è la migliore testata giornalistica italiana, e quindi mi aspetto sempre grandi cose (tranne che dai ..

Cosa abbiamo visto #2.

Cosa abbiamo visto #2.

Berlino ultimo atto, ovvero di ciò che non si vede guardando solo i film Sì, è vero, la 76ª edizione della Berlinale è stata un’edizione minore, e questo non significa affatto quello che pensate. Cominciamo dalla fine, che è il posto migliore da cui finire, dicono. E la fine dice questo: la 76ª Berlinale è ..

I mostri siamo noi che siamo diventati grandi

I mostri siamo noi che siamo diventati grandi

Stranger Things, o dell’orrore irreversibile di crescere Sarò sincero, non me ne può fregare di meno dei buchi di sceneggiatura di Stranger Things. Non mi interessa il Mind Flayer, non mi interessa chi comanda chi, non mi interessa la coerenza interna della mitologia del Sottosopra. Lascio volentieri queste disquisizioni a chi pensa che la narrazione ..

Cosa abbiamo visto #1.

Cosa abbiamo visto #1.

Gli ultimi fuochi della Berlinale 2026 AT THE SEA di Kornél Mundruczó Che Mundruczó sia un regista che sa dove mettere la macchina da presa lo sappiamo da tempo, e in At the Sea ci sono almeno due o tre momenti in cui il suo cinema — che poi è quello di White God, quello ..

YO (LOVE IS A REBELLIOUS BIRD) di Anna Fitch e Banker White

YO (LOVE IS A REBELLIOUS BIRD) di Anna Fitch e Banker White

A un certo punto di Yo, documentario inattuale e mescolato, non si capisce più se siamo in una stanza vera o nel suo modellino in scala un terzo, ché la luce è la stessa, i colori pastello sono gli stessi, le coperte sul letto sono le stesse. Pochi secondi, ma sono i cinque secondi più ..

QUEEN AT SEA di Lance Hammer

QUEEN AT SEA di Lance Hammer

Non sappiamo bene cosa pensare di questo film, è giusto che lo diciamo subito. Anche a distanza di tempo, la tentazione è sempre quella di nascondere l’incertezza dietro una posizione netta, ma stavolta invece no, stavolta l’incertezza è il punto, è la cosa più onesta che possiamo comunicare. Queen at Sea ci ha lasciato in ..

MOSCAS di Fernando Eimbcke

MOSCAS di Fernando Eimbcke

Come finirà questo film lo capisci dal primo minuto, forse già dal titolo, lo sai perché è una storia che abbiamo visto mille volte, quella in cui c’è un adulto chiuso nel proprio dolore e un bambino che lo libera. Quindi sì, lo sai, subito, anche prima, ma non te ne frega niente. Perché Moscas ..

SOUMSOUM, LA NUIT DES ASTRES di Mahamat-Saleh Haroun

SOUMSOUM, LA NUIT DES ASTRES di Mahamat-Saleh Haroun

È un’ammissione né facile né elegante, quella che stiamo per fare, però sentiamo che è il punto esatto da cui dobbiamo partire per parlare di questo film, che è un film che, fondamentalmente, ti chiede di fare i conti con il modo in cui lo guardi, e c’è stato un momento in cui abbiamo capito ..

A RUSSIAN WINTER di Patric Chiha

A RUSSIAN WINTER di Patric Chiha

Se è vero che il cinema del reale è una specie di test di salute importante per un festival, e lo è davvero, questa Berlinale fa di tutto per (di)mostrarsi generosa nei confronti del documentario, soprattutto se pensiamo a quel cinema degli spazi negati in cui gli spazi in questione sono soprattutto un’urgenza materiale, se non ..

MEINE FRAU WEINT di Angela Schanelec

MEINE FRAU WEINT di Angela Schanelec

Ora faremo una cosa che non facciamo mai. Partiamo dalla trama, dall’inizio. Concedetecelo, perché poi il film non si sposta granché. Quindi c’è Thomas che è un operatore di gru. Poi c’è sua moglie Carla che piange su una panchina fuori dall’ospedale perché c’è stato un incidente e il partner di ballo di Carla — ..

Where to? di Assaf Machnes

Where to? di Assaf Machnes

C’è una scena, in Where To?, che ne sintetizza il problema con quasi perfetta involontaria precisione: Hassan, cinquantacinque anni, palestinese, guida un’auto di notte per Berlino,mentre Amir, israeliano, venticinque anni, è sul sedile posteriore. Si guardano attraverso lo specchietto retrovisore. È un’immagine che qualcuno definirebbe bella, costruita bene, ed è vero, di sicuro, ma è l’immagine ..

NINA ROZA di Geneviève Dulude-De Celles

NINA ROZA di Geneviève Dulude-De Celles

«Familles, je vous hais» diceva André Gide, ne Les Nourritures terrestres del 1897. Famiglie, vi odio. Non perché siate cattive, ma perché siete chiuse, perché opprimete, perché spegnete, perché la vostra forma d’amore è — spesso, troppo spesso — indistinguibile dalla vostra forma di controllo. Se la famiglia è il prisma attraverso cui il festival legge ..

WE ARE ALL STRANGERS di Anthony Chen

WE ARE ALL STRANGERS di Anthony Chen

Ieri avevamo scritto che la famiglia è il “prisma” attraverso cui questo festival legge le dinamiche politiche e sociali del mondo, e non ci eravamo sbagliatx, almeno a giudicare dal primo film in concorso che riusciamo a vedere. Un prisma, dicevamo, non una metafora: uno strumento ottico che decompone la luce in frequenze visibili. Bene, ..

LO SPECCHIO DI BERLINO

LO SPECCHIO DI BERLINO

La Berlinale 76, ovvero il festival che è da sempre il più politico del mondo e che oggi fa finta di non esserlo Cominciamo dall’inizio, che è il posto migliore da cui iniziare, dicono. Quindi cominciamo dal paradosso, ché è così che è iniziata questa Berlinale. O dai paradossi, dalle contraddizioni, al plurale, se preferite.  ..

Il dolore degli altri

Il dolore degli altri

Cosa dicono di noi e del mondo le nostre classifiche Ho sempre la sensazione che ci sia un momento, nelle classifiche di fine anno, in cui i numeri smettono di essere numeri e cominciano a raccontare qualcos’altro: la distanza tra i tempi, tra chi ha vissuto certe promesse e chi è natx quando quelle promesse ..

Fantasie di complotto

Fantasie di complotto

Una premessa. Il termine complotto deriva — forse, la filologia non è certa — dal latino complectere: abbracciare, intrecciare insieme. Personalmente avverto qualcosa di spiazzante in questa suggestione etimologica: il complotto come abbraccio, come trama che tiene insieme ciò che altrimenti si disperderebbe nel caos. Cazzo. Già Richard Hofstadter, nel 1964, fotografava l’America come nazione attraversata da febbre ..